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Approfondimento · Archivi e fonti

Il Fondo Cinegiornali e Fotografie dell'Istituto Luce

di Dr. Luigi de Marchi — Architetto

È il nucleo documentario centrale dell'Archivio Storico Luce: cinegiornali, documentari, materiali di repertorio e fotografie che raccontano per immagini il Novecento italiano. Dal 2013 è iscritto nel Registro UNESCO Memory of the World — unico archivio audiovisivo italiano a comparire in quell'elenco.

Composizione d'epoca con l'insegna «istituto nazionale LUCE», un edificio dalle linee razionaliste e una cinepresa
Istituto Nazionale L.U.C.E. Composizione d'epoca dell'archivio: l'insegna «istituto nazionale LUCE», un edificio dalle linee razionaliste e una macchina da presa. Fonte: materiale dell'Archivio Storico Luce (filigrana «Istituto Luce» visibile nell'immagine). Riprodotto a bassa risoluzione per esclusivo uso di studio, documentazione e critica ai sensi del Fair Use (17 U.S.C. § 107) e dell'Art. 70 L. 633/1941. Nessun uso commerciale consentito.

Che cos'è il Fondo Cinegiornali e Fotografie

Il Fondo Cinegiornali e Fotografie è il cuore dell'Archivio Storico Luce, la grande raccolta audiovisiva prodotta e conservata dall'Istituto Nazionale L.U.C.E. È un corpus documentario che riunisce, in un solo insieme, i due linguaggi con cui il Luce ha registrato la vita del Paese: il film — cinegiornali, documentari, repertori — e la fotografia. Copre l'intero Novecento, a partire dagli anni Venti, e continua ad arricchirsi con l'acquisizione di nuovi fondi.

Non si tratta di una collezione qualsiasi. La raccolta cinematografica del Luce racchiude fotogrammi di circa settant'anni di storia, dagli anni Venti agli anni Novanta, e l'archivio fotografico conserva milioni di immagini. È materiale storico nel senso più pieno: documenta ciò che accadeva mentre accadeva, con i mezzi e lo sguardo dell'epoca. Per Cultural Heritage Online è una fonte primaria irrinunciabile — quando documentiamo un edificio, una città o un evento del periodo fra le due guerre, i filmati e le fotografie del Luce sono spesso l'unica testimonianza visiva diretta rimasta.

Un archivio dentro l'Archivio Storico Luce

Per capire il Fondo occorre collocarlo nel suo contenitore. L'Archivio Luce Cinecittà — l'istituzione che oggi custodisce e gestisce questo patrimonio — è il più grande e il più antico archivio cinematografico storico d'Italia. I suoi numeri danno la misura del valore documentario:

All'interno di questo insieme, il Fondo Cinegiornali e Fotografie è la parte che ha ottenuto il riconoscimento internazionale dell'UNESCO. La storia dell'istituzione che lo ha prodotto — la nascita nel 1924, la trasformazione in ente di Stato, il Giornale Luce, il passaggio a Cinecittà — è raccontata in un approfondimento dedicato; qui ci concentriamo sul Fondo come oggetto archivistico e sul suo valore riconosciuto.

Che cosa contiene: quattro tipi di materiale

Il Fondo riunisce materiali di natura diversa, ciascuno con una propria funzione documentaria:

Questa varietà è ciò che rende il Fondo una fonte così densa. Un cinegiornale può mostrare l'inaugurazione di un edificio; una fotografia può fissarne la facciata in un dettaglio; un repertorio può conservare le riprese scartate, con lo sfondo di una piazza com'era davvero. Per lo storico, l'architetto o il ricercatore locale, mettere insieme questi materiali significa ricostruire un luogo o un'epoca con una precisione che nessuna singola fonte, da sola, permetterebbe.

Il riconoscimento UNESCO Memory of the World (2013)

Nel 2013 il Fondo Cinegiornali e Fotografie dell'Istituto Nazionale L.U.C.E. è entrato, unico tra gli archivi audiovisivi italiani, nel prestigioso Registro Memory of the World dell'UNESCO. È il riconoscimento che colloca la raccolta accanto al patrimonio documentario di rilevanza mondiale. La motivazione ufficiale con cui è stata iscritta recita:

«La collezione costituisce un corpus documentario inimitabile per la comprensione del processo di formazione dei regimi totalitari, i meccanismi di creazione e sviluppo di materiale visivo e le condizioni di vita della società italiana. Si tratta di una fonte unica di informazioni sull'Italia negli anni del regime fascista, sul contesto internazionale del fascismo (tra cui l'Africa orientale e l'Albania, ma anche ben oltre le aree occupate dall'Italia durante il fascismo, soprattutto per quanto riguarda il periodo della Seconda Guerra Mondiale) e sulla società di massa negli anni Venti e Trenta del Novecento.»

La citazione è riportata testualmente perché è essa stessa un documento: sono le parole con cui l'UNESCO ha motivato l'iscrizione. Il valore riconosciuto è duplice. Da un lato la collezione è fonte sui meccanismi della comunicazione visiva di massa — su come un regime costruisce, produce e diffonde immagini. Dall'altro è testimonianza delle condizioni concrete di vita della popolazione italiana in quegli anni. Sono due piani distinti: uno riguarda il modo in cui le immagini venivano fabbricate, l'altro ciò che, pur dentro quelle immagini, resta documentato della vita reale del Paese.

Che cos'è il Registro Memory of the World dell'UNESCO?

Il Registro Memory of the World («Memoria del Mondo») è un programma dell'UNESCO avviato nel 1992 con l'obiettivo di preservare e promuovere il patrimonio documentario dell'umanità. Riconosce e protegge documenti, archivi, libri, manoscritti, registrazioni audiovisive e altre forme di espressione che hanno un valore universale e che contribuiscono alla comprensione della storia, della cultura e della diversità umana.

In pratica, il programma identifica le collezioni documentarie di grande importanza e ne favorisce la conservazione e l'accessibilità, perché restino disponibili per le generazioni future. Promuove inoltre la consapevolezza del valore del patrimonio documentario e incoraggia la collaborazione internazionale per la sua salvaguardia. Se le liste del Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO tutelano luoghi — monumenti, siti, paesaggi — il Memory of the World tutela documenti: la memoria scritta e registrata dell'umanità, spesso più fragile di una costruzione in pietra perché legata a supporti deperibili come la carta, la pellicola o il nastro.

È un impegno globale a salvaguardare la memoria dell'umanità attraverso i documenti che raccontano la storia e la cultura dei popoli. In questo quadro, l'iscrizione del Fondo Luce non è un premio: è la constatazione che quella raccolta appartiene a un patrimonio che va oltre i confini nazionali e che la comunità internazionale si assume la responsabilità di conservare.

Perché proprio questo Fondo è entrato nel Registro

La motivazione UNESCO indica con precisione le ragioni dell'iscrizione, ed è utile leggerle per quello che dicono, senza aggiungere nulla. Il Fondo è considerato una fonte unica su tre piani:

Quest'ultimo punto merita attenzione, perché il Luce non filmò soltanto l'Italia. Le sue troupe documentarono territori e popolazioni lontane, riprese con le tecniche dell'epoca. Ne risulta un archivio che, accanto alla cronaca interna, conserva immagini di paesaggi, città e comunità di aree diverse — spesso l'unica fonte visiva rimasta di un determinato luogo in un determinato momento. Per chi studia la storia di quei territori, e non solo la storia italiana, il Fondo è una miniera di documenti altrimenti perduti.

Una fonte primaria, non una lettura

Il modo corretto di avvicinarsi a questo materiale è quello che l'UNESCO stessa suggerisce trattandolo come documento. Un cinegiornale del Ventennio è, insieme, due cose: la notizia che voleva dare e la realtà che, involontariamente, registra sullo sfondo. Sul fondale di una cerimonia ufficiale si vedono le facciate degli edifici, gli abiti della gente, i mezzi di trasporto, lo stato di una piazza. Quel «di più» non pianificato è ciò che rende il Fondo prezioso per chi documenta il patrimonio: la conferma visiva di com'erano davvero i luoghi negli anni in cui furono costruiti o trasformati.

Per questo lo trattiamo come una fonte da consultare e confrontare, non come un racconto da accogliere. I fatti che l'immagine documenta — un edificio, una data, un luogo — si verificano; il contesto si ricostruisce con le fonti. È il metodo con cui, su Cultural Heritage Online, mettiamo a confronto l'immagine d'epoca con ciò che resta oggi.

Come consultare il Fondo

Una parte importante di questo patrimonio è oggi liberamente accessibile online. Il portale dell'Archivio Storico Luce permette di cercare film e fotografie per data, luogo e tema, con la sezione dedicata ai cinegiornali; e oltre 30.000 filmati dell'Archivio Luce Cinecittà sono consultabili gratuitamente sul canale YouTube ufficiale.

Esplora il Fondo alle fonti ufficiali:

Fondo Cinegiornali — Archivio Luce ↗ Canale YouTube ufficiale ↗ UNESCO Memory of the World ↗

Per chi documenta il patrimonio dei luoghi — come facciamo su Cultural Heritage Online — il Fondo Cinegiornali e Fotografie è un punto di partenza prezioso: consente di vedere com'erano piazze, edifici e paesi negli anni in cui furono costruiti o trasformati, e di confrontare l'immagine d'epoca con ciò che resta oggi.

Domande frequenti

Che cos'è il Fondo Cinegiornali e Fotografie dell'Istituto Luce?

È il nucleo documentario centrale dell'Archivio Storico Luce: comprende cinegiornali, documentari, materiali di repertorio e fotografie prodotti o raccolti dall'Istituto Nazionale L.U.C.E. Copre l'intero Novecento, dagli anni Venti in poi, ed è la parte dell'archivio iscritta nel 2013 nel Registro UNESCO Memory of the World.

Quando il Fondo è entrato nel Registro Memory of the World?

Nel 2013. È l'unico archivio audiovisivo italiano iscritto nel Registro internazionale UNESCO Memory of the World.

Che cos'è il Registro Memory of the World dell'UNESCO?

È un programma dell'UNESCO avviato nel 1992 che identifica, preserva e rende accessibile il patrimonio documentario di rilevanza universale: archivi, libri, manoscritti, registrazioni audiovisive e altri documenti che aiutano a comprendere la storia, la cultura e la diversità umana.

Quali materiali contiene il Fondo?

Cinegiornali, documentari, materiali di repertorio e fotografie. La raccolta cinematografica racchiude fotogrammi di circa settant'anni di storia, dagli anni Venti agli anni Novanta; l'archivio fotografico conserva milioni di immagini che documentano l'Italia dagli anni Venti in poi.

Come si consulta il Fondo?

Attraverso il portale dell'Archivio Storico Luce (archivioluce.com), che permette la ricerca per data, luogo e tema, e attraverso il canale YouTube ufficiale, dove sono liberamente consultabili oltre 30.000 filmati dell'Archivio Luce Cinecittà.

Fonti

Immagine d'apertura: materiale dell'Archivio Storico Luce, riprodotto a bassa risoluzione per finalità di studio e documentazione. Per i termini d'uso dei materiali storici di questa sezione si veda la Policy editoriale e termini d'uso.